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Meditazione: svuota la mente e riduce lo stress. Perciò agli italiani piace sempre di più

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento Sesso e Thailandia • • Commenta questo articolo Nessun commento

di Donatella Marino e Terry Marocco
L’invito è per le 8 e non è una cena, ci si vede per meditare insieme. Seduti nella posizione del loto, non in una grotta sull’Himalaya ma fra i divani di casa e il tinello. A occhi chiusi si scandisce un mantra che svuoterà la mente, farà sparire la tensione della giornata e levigherà le rughe. Dopo un’ora, chiunque lo abbia fatto almeno una volta nella vita sa che qualcosa è cambiato. In meglio.
Sempre più italiani si affidano alla meditazione, gente che fino a qualche anno fa avrebbe riso di quelli che all’alba facevano tai chi al parco oggi va oltre: camminate meditative sui bordi dei vulcani, soggiorni in monasteri di montagna dove si prega e si puliscono i bagni, viaggi alla ricerca dell’ultimo festival tantrico. Oppure, come è successo in marzo a Roma, al primo festival della meditazione (con 200 visitatori al giorno), per arrivare alla quiete bisognava visualizzarsi come una canna di bambù: forti e fragili, mi piego e non mi spezzo. “Sentirsi vuoti come un bambù e al tempo stesso flessibili dà un senso di libertà” racconta Elena, che spesso utilizza questa tecnica. Perché meditare fa bene. “Insomma, ai monaci cambogiani massacrati dai khmer rossi non è che ha fatto così bene” sorride Riccardo Venturini, professore di psicofisiologia alla Sapienza, maestro della Scuola buddista Tendai e guida del Centro di cultura buddista della capitale. Ma la Cambogia è lontana. Da noi, invece, i centri di ogni genere si moltiplicano: meditazione yoga, zen, vipassana, buddista, trascendentale, induista, taoista, dei nativi americani, shake-balinese. Si pratica su cuscini o tatami, in pantaloni da pescatore alla thailandese o vestiti di bianco, scuotendo il corpo o immobili, concentrati sul respiro.

Oltre metà degli italiani prega almeno una volta alla settimana fuori dai luoghi di culto. Lo afferma un sondaggio condotto dalla Eurisko per il nuovo libro del sociologo Franco Garelli, dal titolo Religione all’italiana. L’anima del paese messa a nudo (Il Mulino). Spiega Garelli: “Non sappiamo bene in quali forme, ma non sarebbe apparso nel campione un 23 per cento di agnostici se non ci fossero anche forme di meditazione”. E così la mattina di Natale, invece della consueta messa, c’è chi fa il saluto al sole, come propone Massimo Cantara, presidente dell’associazione Holismos di Poggibonsi, vicino a Siena.

La tendenza è netta, basta vedere l’accresciuto interesse verso manifestazioni come Torino spiritualità. “È un dato superiore all’analoga media europea che, secondo la ricerca European values study, è del 38 per cento. Ed è cresciuta del 10 per cento negli ultimi 10 anni” aggiunge Enzo Pace, docente di sociologia delle religioni all’Università di Padova. Si medita soprattutto nelle case private, piccoli gruppi di una ventina di persone: dal professionista alla casalinga, all’attrice, come i membri della Soka Gakkai, buddisti della corrente giapponese. Tra i fedeli anche Carmen Consoli e Ornella Muti, Sabina Guzzanti e l’attore di teatro Pippo Del Bono, oltre che l’antesignano Roberto Baggio.
“In Italia sono 55 mila membri” informa Roberto Minganti, responsabile delle relazioni esterne della Soka “si riuniscono due volte al mese. Il 60 per cento sono donne ed è presente un’alta percentuale di giovani, molti dei quali sono buddisti di seconda generazione”. Per i buddisti la meditazione è fede, ma non si tratta solo di pratiche religiose. “C’è un 25-30 per cento di italiani che ha un interesse culturale verso l’Oriente e i nuovi movimenti spirituali” precisa Garelli.

Lo yoga è diventato come l’aerobica degli anni 80, in Italia le scuole censite sono 1.300. L’evento più importante è lo Yoga Festival. “Nel 2006 partecipavano un migliaio di persone, ora ne arrivano 6 mila” fa i conti Giulia Borioli, ideatrice dei quattro appuntamenti: Roma, Milano, Merano e Catania, dove sarà dal 10 al 12 febbraio prossimo. All’inizio erano hippie e nostalgici a frequentare questi raduni, oggi in cattedra ci sono professori universitari: “Insegno ai futuri maestri di yoga, perché oltre alle posizioni, che si chiamano “asana”, oggi sono interessati a conoscere le tradizioni orientali” conferma Stefano Piano, esperto di indologia. A Milano Francesca Moratti e Paola Mattei hanno da poco inaugurato l’accademia BeYoga, con oltre 10 istruttori che offrono dalla pratica per bambini alla seguitissima asthanga vinyasa, un metodo che potenzia l’allineamento del corpo. “La gente si sta avvicinando, ma lentamente. Vengono ancora a chiederci se fa dimagrire, ci vanno piano, però in un anno sono raddoppiati i tesserati” sottolinea Moratti.

Non è negazione del mondo, ma sempre più aiuta a stare bene nel quotidiano e nella propria pelle, come la meditazione tantrica praticata da anni da Sting e dalla moglie Trudie. “Il tantra ha allargato la platea perché coltiva le stesse energie, anche fisiche, che utilizziamo nella realtà di tutti i giorni” afferma Raffaele Torella, docente di lingua e letteratura sanscrita alla Sapienza di Roma e autore di Gli aforismi di Shiva, testo tantrico in uscita per la Adelphi. “Selezioniamo i partecipanti ai nostri corsi, scartando chi pensa di trovare sesso facile: la meditazione tantrica è un percorso di crescita” dice Tarisha, assistente di Rhada, fondatrice della scuola Tantralife.

“Consigliati indumenti bianchi” si leggeva nell’invito di Patrizia Calvelli, naturopata a Roma, conosciuta con il nome sannyasi di Anunaya, spedito ai suoi allievi per la commemorazione della nascita di Osho. E sono ben 39 i centri in tutta Italia dove si pratica con le tecniche del guru indiano: “Le meditazioni più richieste sono quelle attive” precisa Laura Paesano, detta Prano, una delle responsabili del centro Osho Kiwani, il principale della capitale.
Ma i guru indiani ormai si possono raggiungere anche sul web. Dalle grotte dell’Himalaya dialogano via Skype o Twitter con i discepoli, con platee da rockstar, come fa Yogiraj Siddanath, seguito su Youtube da oltre 20 mila adepti. Si organizza in rete anche chi pratica il medmob, nuova tendenza che porta la meditazione in massa nelle strade. Su questa scia, a Torino, è nato il Presidio permanente di meditazione. Lo racconta la sua ideatrice, Silvia Fenoglio: “Seguendo il medmob, movimento mondiale nato ad Austin in Texas da una pagina su Facebook, abbiamo pensato di replicarlo iniziando da Torino. A luglio, 120 persone si sono sedute in piazza Castello a meditare per oltre un’ora”. Il prossimo appuntamento sarà a Roma il 21 gennaio, in piazza del Popolo. Ma, come spiega Venturini, non sempre è un sintomo di nuova spiritualità: “C’è anche un aspetto di turismo spirituale: persone che si spostano da un gruppo all’altro, in cerca di un antidoto alla solitudine o di un’alternativa più o meno gratuita alla psicoterapia”.
Intanto il “vuoto della mente” entra anche negli ospedali, per alleviare la sofferenza. “Ho un’allieva che tiene meditazioni in un reparto oncologico” afferma Elena Viviani, guida spirituale della storica associazione Zen Soto di Torino Il Cerchio vuoto. C’è chi la insegna in carcere, come Dario Doshin Girolami, monaco buddista che dirige il Centro Zen l’Arco di Roma e che medita con i detenuti e gli agenti di Rebibbia. Il regista David Lynch non ha mai perso una seduta di meditazione trascendentale da 34 anni, affermando che “è una tecnica molto semplice per tuffarsi all’interno del proprio sé”. Portata in Italia negli anni Sessanta da Maharishi, è praticata da più di 47 mila persone: oltre 600 studi scientifici effettuati da 250 università testimoniano come migliori la vita in ogni aspetto. Bastano 20 minuti mattino e sera, seduti a occhi chiusi.
“È semplice e sofisticata, ha bisogno di un insegnante per le prime quattro volte, poi si può continuare da soli” ragiona Roberto Baitelli, che la insegna da quasi quarant’anni. Oggi sbarca anche nelle scuole, la prima è una media vicino a Catania. Sono in aumento le richieste delle aziende di introdurla per diminuire lo stress, come ha fatto la General Motors. In pellegrinaggio a Baschi, dove c’è la sede principale, è un pubblico trasversale, soprattutto quaranta-cinquantenni: “Sono agiati, con esistenze riuscite, ma confessano che nelle loro vite manca qualcosa” conclude Andrea Bianetti, segretario dell’associazione. Non stupisce quindi il progetto Abigail, che sarà lanciato quest’anno per diffondere lo yoga e la meditazione tra i dirigenti d’azienda italiani. In questo momento i più stressati di tutti.

redazione

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In Thailandia un pronto soccorso

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento LUOGHI IN THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

Un centro di pronto soccorso in Thailandia per salvare gli elefanti che vengono spesso maltrattati e il cui numero è in continua diminuzione. A istituirlo, nella provincia di Chiang Mai, nel nord del Paese, è stata la Elephant Nature foundation. I maltrattmenti subiti dai pachidermi spesso sono fisici, sebbene ora la legge proibisca che vengano usati per il trasporto di carichi pesanti ed altri duri lavori. Sono anche psichici perchè gli elefanti sono animali altamente sociali e soffrono a venire forzatamente separati dal loro gruppo. Sono molte le iniziative della fondazione no-profit volte a preservare gli elefanti thailandesi. Tra queste c’è anche il Jumbo express, un programma di assistenza che prevede un trattamento medico di emergenza per gli elefanti relegati in aree remote. Fornendo assistenza medica gratuita alle persone e ai pachidermi, gli organizzatori dell’iniziativa sperano di conquistare la fiducia della popolazione locale ed avere così l’opportunità di discutere i rapporti tra uomo ed elefante. L’iniziativa si propone di migliorare la vita degli elefanti ancora utilizzati per lavori domestici.

Sterminati Negli ultimi decenni, come riporta la Cnn, gli elefanti asiatici presenti in Thailandia hanno visto diminuire drasticamente il loro numero. Secondo le stime più attendibili attualmente solo 500 esemplari sono in libertà ed «oltre 2.000 elefanti domestici, sono intrappolati nel settore turistico che crea pessime condizioni di vita. In particolare sono quasi sempre troppo ristretti i luoghi dove gli elefanti vengono rinchiusi dai loro padroni. Per di più pesa su di loro l’essere separati dal gruppo

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Quale meta esotica scegliere tra Cuba e Thailandia?

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento KOH SAMUI • • Commenta questo articolo Nessun commento

Cuba e la Thailandia sono probabilmente le prime due scelte quando si tratta di viaggiare fuori dall’Europa. La bellezza di queste due terre è incredibile e ognuna di queste è capace di regalare momenti unici di relax, cultura e divertimento. Dovendo comunque scegliere una di queste due mete, qual’è la migliore?

I voli Thailandia a disposizione su Skyscanner permettono ormai con 400-450€ di raggiungere questa fantastica terra. I luoghi maggiormente consigliati per il turismo sono naturalmente quelli marittimi, famosi per le loro spiagge di sabbia bianca, ricche di vegetazione e palme alte, come ad esempio Phuket, Koh Samui, Krabi, Koh Phangan, Koh Tao e Pattaya.

Per quanto riguarda le mete turistiche dedicate allo shopping e alla vita mondana, si fa riferimento naturalmente a Bangkok e Chiang Mai per quanto riguarda un turismo all’insegna della cultura thai. Da non sottovalutare anche Chiang Rai, Shukhothai e tutta la regione nord della Thailandia.

I divertimenti a Bangkok abbondano e se si scorda il traffico e l’inquinamento che affliggono la metropoli, questa diviene senz’altro la località thailadese più estroversa e divertente.

Se si vuole visitare una terra unica e alcune delle spiagge più belle del mondo, Cuba rappresenta la scelta migliore. Raggiungere questa destinazione è un po’ più caro rispetto alla Thailandia, visto che i voli low cost Cuba partono da 550-600€.

A Cayo Largo sarà possibile ammirare cinque spiagge di finissima sabbia bianca quali Lindamar, Tortuga, Blanca, Los Cocos e Sirena. La natura la fa ancora da padrona a Cuba, visto che una variegatissima fauna è presente in quasi tutte le isole. Per chi ama la vita notturna, città come l’Havana rappresentano mete obbligatorie, visto che qui le serate sono molto movimentate e divertenti, con molti bar o piccoli locali dove poter far ottimi incontri.

La discoteca “Copacabana” e il “Colonial” offrono serate incredibili a tutte le persone che desiderano divertimento. Dopo aver assistito a uno spettacolino di danza e musica vi troverete subito immersi nel ritmo e nell’atmosfera cubana.

Nel voler stabilire un vincitore, ci sentiamo di dire che Cuba è la destinazione da preferire. Nonostante sia una meta più economica, la bellezza delle sue spiagge non teme paragoni e per chi cerca serate indimenticabili, le notti cubane non deludono mai.

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Beautiful Thailand: al via il programma per il rilancio

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento BANGKOK, EVENTI IN THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

L’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese (TAT) comunica che l’emergenza alluvioni sta rientrando nelle zone centrali del Paese colpite dalle forti piogge dei mesi scorsi.

Il centro di Bangkok – si precisa in una nota – non è comunque stato interessato dagli allagamenti e le acque si stanno ormai ritirando anche nelle zone periferiche della capitale.

Le Province del Nord e del Nord-Est della Thailandia non hanno subito inondazioni e anche nelle zone centrali le popolari destinazioni di Hua Hin e Pattaya sono rimaste sempre raggiungibili e normalmente aperte ai visitatori.

Nel complesso – sottolinea TAT – le inondazioni hanno avuto un impatto contenuto sul turismo: la maggior parte delle attrazioni infatti non è stata interessata dai disagi, fatta eccezione per Ayutthaya, Patrimonio dell’Umanità, colpita dall’acqua alta, che ha però cominciato a ritirarsi già da inizio novembre. Il sito ora è completamente ripulito, asciutto ed è stato riaperto ai turisti.

Gli arrivi a lungo raggio rimangono comunque stabili: i visitatori provenienti dai mercati più lontani hanno in questi ultimi due mesi modificato i propri itinerari, scegliendo di visitare altre zone della Thailandia, oppure posticipando il proprio viaggio a inizio 2012. Gli arrivi dall’Europa sono comunqe rimasti solidi per tutto il periodo delle inondazioni.

Il punto della situazione La Thailandia ha accolto 15,8 milioni di visitatori da gennaio a ottobre di quest’anno, un incremento del 25% rispetto allo scorso anno.

TAT stima che le alluvioni abbiano causato un calo complessivo di circa 500.000/600.000 visitatori internazionali. Questo si traduce in una perdita che va dal 4 al 6% nelle entrate del settore turismo per il 2011, pari a 700/800 milioni di dollari.

Si stima l’arrivo di 18,3-18,6 milioni di turisti entro fine anno, una crescita di più del 15% rispetto ai 15,9 milioni di visitatori nel 2010.

L’industria del turismo contribuisce al 6% del Pil della Thailandia, creando più di 2 milioni di posti di lavoro: i ricavi per il 2011 in questo settore sono stimati in circa 22,7-23 miliardi di dollari, con un incremento tra il 18 e il 20% rispetto allo scorso anno.

Le iniziative di TAT
Sono diverse le iniziative e gli eventi che l’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese sta progettando e portando avanti per infondere nuova fiducia nei visitatori e ripristinare l’immagine della Thailandia come destinazione sicura e in piena attività, pronta ad accogliere turisti da tutto il mondo.

TAT sta lavorando con il settore pubblico e privato per dare massima visibilità e impatto alla campagna “Beautiful Thailand”, per mostrare al mondo le bellezze e le particolarità della Terra dei Sorrisi.

È stato organizzato un viaggio stampa internazionale con 350 giornalisti provenienti da tutto il mondo che hanno visitato Bangkok e le maggiori destinazioni turistiche del Paese, per constatare con i propri occhi come tutto sia tornato alla normalità e sia pienamente operativo.

Tra i grandi eventi lanciati da poco o prossimi all’inaugurazione: “The Royal Flora Ratchaphruek International Horticultural Exposition”, una delle più grandi fiere di piante e fiori dell’Asia, in corso fino al 14 marzo 2012 e le celebrazioni per il Capodanno Cinese 2012 in tutta la Thailandia, con il tema “37 Years of Friendship between Thailand and China”.

Per il 2012, TAT punta a un totale di 19,55 milioni di arrivi internazionali, con una crescita del 6,83%, pari a 25,5 miliardi di dollari, con un incremento del 9%.

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Thailandia, nel 2012 obiettivo 19,55 mln di turisti internazionali

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento EVENTI IN THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

Molte iniziative della Tat per ripristinare l’immagine del Paese dopo le alluvioni

Sono diverse le iniziative e gli eventi che l’ente nazionale per il Turismo thailandese sta progettando e portando avanti per infondere nuova fiducia nei visitatori e ripristinare l’immagine della Thailandia dopo le recenti alluvioni.
Tat sta lavorando con il settore pubblico e privato per dare massima visibilità e impatto alla campagna “Beautiful Thailand”: è da poco terminato un viaggio stampa internazionale, con 350 giornalisti da tutto il mondo che hanno visitato Bangkok e le maggiori destinazioni turistiche del Paese, per vedere con i propri occhi come tutto sia tornato alla normalità e sia pienamente operativo.
Alcuni grandi eventi sono appena stati lanciati o sono prossimi alla inaugurazione e molti altri ne verranno nel prossimo anno. Tra questi le celebrazioni per il Capodanno Cinese 2012 in tutta la Thailandia, con il tema “37 Years of Friendship between Thailand and China”.
Per il 2012, Tat punta a un totale di 19,55 milioni di arrivi internazionali, con una crescita del 6,83%, pari a 25,5 miliardi di dollari, con un incremento del 9%.

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“Polli thailandesi e grano cinese” Ecco cosa ci danno da mangiare

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento ECONOMIA THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

Cibo e natura, la denuncia di Sandro Veronesi

C’ERANO una volta i polli di Renzo, raccontati da uno scrittore. Adesso uno scrittore racconta di altri polli. Cinesi. «La Toscana, la mia e la tua regione, aveva tanti pollai: ma adesso, non so per quale motivo, mi ritrovo a mangiare polli cinesi, o tailandesi. E uno studio scientifico mostra che un numero crescente di bimbe comincia a mestruare a nove anni, per colpa degli estrogeni presenti in quei polli. Certo. Posso sempre fare venti chilometri in auto, andare dall’amico contadino, e trovare un pollo casalingo. Ma dovrebbe essere la norma, quella! Dovrei faticare per trovare un pollo asiatico! Non il contrario».
A parlare così è un romanziere e giornalista. Perché uno scrittore sta sempre di meno nella sua torre d’avorio: se mai c’è stato. Adesso deve fare i conti con la spesa al supermercato, con l’inquinamento, con il traffico, con la realtà della sua regione. Come Sandro Veronesi, cinquantadue anni, tanti romanzi all’attivo, di cui due enormi successi: «La forza del passato», vincitore del Campiello nel 2000, tradotto in 15 lingue, e «Caos calmo», premio Strega 2006. Da entrambi sono stati tratti dei film. Veronesi scrive anche articoli, saggi, sceneggiature, adattamenti teatrali. Mille modi di riflettere sul nostro tempo. Qui parliamo con lui di Toscana e di ambiente.

Veronesi, quanto conta, per lei, la salvaguardia dell’ambiente?
«Più di tutto il resto. Si parla tanto di crisi dell’economia: ma non è niente, in confronto alla devastazione dell’ambiente, ai danni per la salute che stanno per arrivare sulla nostra testa».
È davvero così pessimista?
«Quando ero ragazzo io, il cancro era una cosa fuori dalla norma. Un’eccezione che colpiva pochi. Oggi ho tanti amici di quaranta, cinquant’anni col cancro. E’ diventato normale. La ricerca contro il cancro ha fatto strada, sì. Ma il cancro ne ha fatta di più».
C’è una soluzione?
«Incrementare l’economia locale, il controllo diretto delle merci: ma le grandi industrie se ne infischiano. Le ditte italiane di pasta comprano grano cinese, perché costa un terzo. Ma nessuno ci dirà che cosa c’era, nella terra dove quel grano è cresciuto».

Beh, almeno dei cibi la provenienza è tracciata.
«Ah, sì? Sul cefalo che sto per comprare c’è scritto ‘pescato in Algeria’. Pensiamo sia sufficiente? Ma in Algeria dove? Se era in un porto canale, sarà pieno di schifezze; se viveva in mare aperto, sarà buono. Chi mi dice esattamente da dove viene? Non è una curiosità: è una necessità vitale».
Ma sulla libera circolazione delle merci si basa tutta l’economia moderna.
«Faccio un altro esempio. Io per lavoro percorro spesso l’Autostrada del Sole. Quando vado verso sud, da Prato a Roma, supero un sacco di autotreni carichi di maiali. Quando torno, ne supero altrettanti, carichi di altri maiali, che però vanno da sud a nord. Ma ti sembra normale?».
Inoltre, per rimanere all’Italia, non è che sia un paradiso libero dall’inquinamento.
«Certo che no. Camorra e ‘ndrangheta si sono specializzate nel riciclare rifiuti tossici. Mi vengono i brividi, a pensare a dove buttano via, e che cosa buttano via, dagli ospedali. E dove smaltiscono quei rifiuti? A casa loro, in Campania! I camorristi sono anche poco furbi. Perché poi si mangiano la mozzarella di bufala, della bufala che ha mangiato i loro rifiuti tossici. E dicono: ‘aaah, chist’ muzzarell’ è ‘nu babbà!”.

Energie rinnovabili. Eolico ed energia solare sono l’opzione giusta?
«Certamente sì. Vento e sole non finiranno mai: petrolio e uranio stanno già finendo. Senza parlare dei danni. Per quello che riguarda il nucleare, c’è voluta la tragedia di Fukushima per bloccarlo. Secondo me, il nostro paesaggio dovrebbe essere tutto costellato di pale eoliche come lo è – a due passi da Berlino – il parco di Brandeburgo, l’Amazzonia della Germania».
In Italia esiste una regione ottimale, per questo?
«La Toscana sarebbe un ottimo terreno. E’ ricca di vento e di sole. Certo, le pale non vanno messe in mezzo ai vigneti del Chianti. Ma Pontedera è già un modello straordinario. Lì c’è un ottimo parco eolico: e grazie ad esso, sulla superstrada Fi-Pi-Li, c’è una stazione di servizio che distribuisce idrogeno».
Ma le auto a idrogeno non ci sono ancora.
«Per il momento quel distributore serve ospedali e altri servizi. Ma sarebbe facilissimo installare sul territorio distributori di idrogeno come quello, e prepararsi a un’auto finalmente libera dalla benzina».

E dove sarebbe un sito adatto per l’energia solare in Toscana?
«Facile: tutta Prato è un cimitero di capannoni industriali dismessi. Distese di pannelli solari al posto dell’Eternit. Non deturpi niente e crei energia in quantità».
Quale, tra i partiti politici, le dà fiducia, riguardo ai temi ambientali?
«Attenzione. Proprio questo è uno dei motivi per cui mi trovo male a mettere una croce su una scheda elettorale. I verdi? Hanno seguito troppe false piste. E la sinistra non sa che cosa sia l’ambientalismo serio. E poi c’è un altro problema».
-Ah, c’è un problema? Strano…
«Lo so, sembro molto allarmante. Ma è così. Sui parchi eolici c’è già la mano della criminalità organizzata. Fanno contratti per i parchi eolici, perché chiunque può farli. E poi li rivendono speculandoci sopra».
Ma c’è, alla fine dei conti, un personaggio di cui si fida, riguardo ai temi ambientalisti?
«Beppe Grillo. Non per il suo istrionismo, per i suoi show sopra le righe. Ma perché, semplicemente, fornisce dati seri. Da almeno quindici anni attinge a fonti dirette, studi scientifici, interroga premi Nobel. E mette i dati a disposizione di tutti. E’ l’unico. Dai un’occhiata al suo blog».

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Brasile, il boom dal volto umano

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento ECONOMIA THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

A fine 2011 il Brasile è diventato la sesta potenza economica del mondo. Il successo di Lula e il segreto di una clamorosa rinascita economica.

Il Center for Economic and Business Research (in breve: Cebr) è uno dei più rinomati centri di analisi dell’Occidente. Tra fine 2011 e inizio 2012 ci ha dato alcune notizie e previsioni. La Russia, che nel 2010 era l’undicesima economia del mondo per dimensioni, diventerà la quarta nel 2020 e l’India, che era al nono posto, salirà al quinto. E ancora miglioramenti sul fronte asiatico: la Thailandia passerà dal 32° posto al 25°, Taiwan dal 24° al 18°, la Corea del Sud dal 15% al 12°. Pollice verso per la povera Europa: la Germania tra il 2010 e il 2020 perderà 3 posizioni (dal 4° al 7° posto), la Gran Bretagna 2 (dal 6° all’8°), la Francia addirittura 4 (dal 5° al 9°).

Queste le previsioni. Più interessante, però, la notizia: nel 2011 il Brasile è diventato la sesta potenza economica del mondo, prendendo il posto della Gran Bretagna dietro Usa, Cina, Giappone, Germania e Francia. Ottava la nostra Italia che, sempre secondo il Cebr, diventerà decima nel 2020.

Disarmato e felice

Quella del Brasile è stata una cavalcata incredibile verso il benessere, cominciata solo dieci anni fa, il 27 ottobre 2002, quando Luiz Ignacio Lula da Silva, ex sindacalista, diventò presidente. Non gli credeva nessuno, per primi i vertici della finanza mondiale: il real, la valuta brasiliana, dopo l’elezione crollò rispetto al dollaro, la Borsa sprofondò, il rating internazionale del Paese divenne una barzelletta. Quest’anno, invece, il Brasile crescerà del 3,5% mentre nel 2011 è cresciuto del 7,5%.

Qualcuno ha fatto notare che il Brasile è l’unico dei Paesi del cosiddetto Bric (il gruppo di economie emergenti formato, appunto, da Brasile, Russia, India e Cina) a non avere la bomba atomica né l’ossessione del riarmo. E’ uno spunto affascinante ma ciò che bisognerebbe sopra ogni cosa notare è che il “miracolo Lula” è consistito in primo luogo in una gigantesca opera di riscatto sociale.

In questi dieci anni sono stati creati 15 milioni di posti di lavoro e 28 milioni di persone (circa il 15% della popolazione totale) sono state sottratte alla povertà. Nel contempo si è rinsaldata la classe media, così che oggi i brasiliani che guadagnano tra 450 e 2.200 euro sono più di metà della popolazione. Livelli di reddito lontano da quelli europei. Ma la presidentessa Dilma Roussef pochi mesi fa, quando era ancora “solo” ministro, ha varato un piano per la costruzione di infrastrutture, scuole, case popolari e reti energetiche per 526 miliardi di dollari. Quale Paese europeo potrebbe oggi permetterselo?

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Thailandia, per Banca Centrale nuovo anno andrà molto meglio del precedente

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento ECONOMIA THAILANDIA • • Commenta questo articolo Nessun commento

Lo scorso anno l’economia thailandese è cresciuta meno dell’1,8% inizialmente messo in conto dalla Bank of Thailand, a causa soprattutto dell’impatto della peggiore inondazione dell’ultima decade e al peggioramento della congiuntura globale.

Il bilancio arriva da Songtum Pinto, direttore del Dipartimento di Analisi e Politica Macroeconomica dell’Istituto Centrale del Paesea. Pinto ha aggiunto però che, +nonostante tutto, la Nazione continua a credere di poter raggiungere nell’anno in corso un PIL al 4,8%.

La Bank of Thailand discuterà di rischi economici provenienti dall’estero, della capacità del Paese di resistere alla crisi derivante dalle inondazioni e dei risultati dell’ultimo taglio dei tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria, prevista per il 25 gennaio, ha detto Songtum Pinto.

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WOHA, Met Building, Bangkok

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento BANGKOK • • Commenta questo articolo Nessun commento

Lo studio d’architettura WOHA è stato premiato con il Lubetkin Prize, assegnato dal Royal Institute of British Architects (RIBA), per il progetto del Met Building, un grattacielo residenziale realizzato a Bangkok.

Per la giuria del RIBA Lubetkin Prize non è stato semplice scegliere il vincitore dell’edizione 2011, la selezione finale era infatti costituita da 5 progetti di alto livello:
il Masdar Institute ad Abu Dhabi e il Boston Museum of Fine Arts di Foster + Partners, il Guangzhou Opera House in China di Zaha Hadid Architects, il Virginia Museum of Fine Arts a Richmond di Rick Mather Architects + SMBW e il Met Building a Bangkok di WOHA.

La presidente della giuria, Angela Brady, annunciando come vincitore il Met Building, ha sottolineato che è stato scelto per le intelligenti soluzioni progettuali adottate che assicurano alti standard residenziali combinando design e sostenibilità. Ad esempio gli architetti hanno deciso di sfruttare il vento naturale per la climatizzazione dei locali, fondamentale in un ambiente tropicale. Grazie all’elevata altezza del grattacielo, 66 piani, la forte ventilazione naturale è stata opportunamente convogliata, canalizzata attraverso la struttura e quindi distribuita ai diversi livelli.

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Capodanno fra Maldive e Bangkok

Pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 • Argomento BANGKOK • • Commenta questo articolo Nessun commento

Le cicale politiche, incuranti della crisi, festeggiano il 2012 in un lussuoso resort

Sarà per mettere in scena una loro particolare celebrazione del centenario dell’affondamento del Titanic che un po’ di politici italiani (ormai, con in sella il Governo tecnico, che senso ha parlare di maggioranza ed opposizione?) hanno perfettamente recitato la metafora del salone da ballo immemore ed affollato nonostante l’impatto con l’iceberg?
Ce lo chiediamo in tanti, scorrendo gli articoli che riportano gli avvistamenti da ferie natalizie di un manipolo di eletti dal popolo – grande farsa: per il Porcellum, costoro sono tutto, fuorché scelti dal popolo; piuttosto, beneficati dalla posizione in lista -, andati a svernare come cicogne nei luoghi caldi.
Avranno chiesto lo sconto comitiva al lussuoso resort delle Maldive dove hanno soggiornato in contemporanea, accompagnati dalle consorti, il Presidente del Senato, Renato Schifani (seconda carica dello Stato, destinato a sostituire il Presidente della Repubblica, in caso d’impedimento: e se a Giorgio Napolitano fosse venuto il colpo della strega nel corso della sua morigerata, sobria vacanza a Villa Rosebery, come l’avremmo messa? Meno male che lui non si spezza né si piega e se ne va al cinema a vedere il film “Le Idi di Marzo”, facendo una civile fila per pagare il biglietto per sé e Donna Clio!); l’ex Presidente della Camera, Pierferdinando Casini e l’ex Presidente del COPASIR, (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica), nonché ex vicepresidente del Consiglio, più cariche minori, Francesco Rutelli.
Ho tignosamente elencato le cariche o ex cariche di ciascuno – sapete bene che la tigna è il mio dato distintivo – perché c’è un elemento che potrebbe accomunarli; o che almeno uno dei tre sicuramente presenta (Schifani): ha la scorta che lo segue ovunque vada. Anche in vacanza all’estero.
E non son certa, ma ipotizzo che anche gli altri due facciano parte di quel manipolo di scortati (circa 600 – ricordate il mio AMBRacadabra sull’angelo custode della Gelmini?- ), a cui tale status symbol di facciata spetta di diritto o di rovescio.
E, ammesso che la cifra fra i 2.500 ed i 5.500 dollari a notte per la suite al Palm Beach Resort delle Maldive, dove i tre hanno soggiornato con le consorti, fosse stata pagata di tasca loro – quei poveracci a cui dell’appannaggio parlamentare resta in tasca sì e no 5mila euro al mese – chi avrà pagato il soggiorno ed il viaggio aereo alla scorta? I suoi componenti si saranno accampati sulla spiaggia, nutrendosi di cocco e pesce catturato con le mani, come Robinson Crusoé, e sono approdati alle Maldive a nuoto?
Consideriamo che, poi, ‘sto resort, nei giorni “caldi” del Capodanno, sarà stato l’equivalente di piazza del Pantheon il mercoledì, con tutto questo alto tasso di roma-centrici che vi soggiornava, perché c’erano anche Stefania Craxi e Francesco Totti and Family (che però si è “accontentato” di una stanzuccia da 550 dollari a notte: sai quanto ha rosicato Rutelli a trovarselo fra i piedi, lui che si professa laziale!). Che differenza c’era se se ne stavano in Italia e andavano a farsi qualche lampada? Niuna…
Che stridente contrasto con il metro cubo di gas ed acqua e qualche chilowatt di aggravio dei consumi a Palazzo Chigi per ospitare 8 adulti e 4 bambini, di cui uno in seggiolone (l’avranno fatto venire dal consegnatario di Castelnuovo di Porto, dove vengono custoditi gli arredi di scorta della Presidenza del Consiglio, riposto dalla Sala del Consiglio dei Ministri nel post Brunetta; o, per non sporcare e dar fastidio, si sono arrangiati, col bimbo in braccio alla mamma ed un bell’asciugamano di spugna a coprire il damasco della seduta?) che hanno “animato” il “cenino” (altro che cenone) di casa Monti.
E poi, tutti a nanna passato un quarto d’ora dalla mezzanotte. Ho controllato con gole profonde interne: è la pura verità; i bimbi dovevano andare a nanna coi genitori, mica si potevano ritirare da soli all’Hotel Nazionale!
Persino io, con la zia 92enne, le due nipoti gemelle 16enni, e mia sorella siamo andate a letto mezz’ora dopo: esagerate!
In realtà, di tutta questa vicenda, e di un’altra simile emersa dai giornali che si stanno spendendo nel ruolo di crisis watchers, che ha avuto come protagonista Giuliano Pisapia, volato in Thailandia con la sua Cinzia (i prezzi, lì, però, son più modici), ciò che irrita la gente comune è il “Francamente, me ne infischio” sotteso all’espatriare per una vacanza da nababbi, mentre qui siamo in piena bufera.
Vabbé, che fossero andati lì o a Roccasgurgola, dai cugini di quinto grado a strafogarsi di lenticchie e zampone, a noi, in altri tempi, poco sarebbe importato.
Ma in un momento come questo, in cui sul nostro orizzonte è incisa a lettere di fuoco la parola “SACRIFICI”, ebbene, permettete che ai sacrificati faccia saltare la mosca al naso…
Se poi si trova una toppa peggiore del buco… Tipo Rutelli, ormai sfiorito belloccio, che continua a cercare di recitare la parte del piacione, facendo una captatio benevolentiae su questa vacanza che rappresenterebbe il suo viaggio di nozze negato 30 anni fa.
Che sarebbe anche logico, se lui fosse il figlio di un muratore e Barbara Palombelli, all’epoca, la piccola fiammiferaia. Solo che, al di là del Pozzo di San Patrizio della mia memoria, ovunque, nel web, si rintraccia la notizia che lui era il figliolo di un ricco architetto, persino con feudo siciliano (lo sapevate che Rutelli ha radici siciliane? Come la Manuela Marrone in Bossi!), mentre lei era una giornalista già ben piazzata e, per lo più, proveniente da una famiglia di agenti di cambio, categoria non certo proletaria.
Pure Pisapia – anche lui con moglie giornalista – adotta l’identica strategia dell’ingraziarsi l’uditorio, peraltro ormai abbastanza impermeabile a questi giochetti. Non un viaggio di nozze in ritardo, stavolta, ma tre giorni, un cicinin di vacanzucola, dopo un lavoro indefesso di nove mesi nove. Da stremare… da far venire la consunzione!
Insomma, la fiera delle scuse pietose. Stupisce che Pierferdy, acrobata della parola e, in generale, logorroico, non si sia esibito in esercizi di alibi per giustificare il suo viaggio maldivese (secondo i clima-strofisti, ovvero i catastrofisti ambientali, entro il 2100 le isole Maldive spariranno). Gli suggeriamo quello di una crociata verde per salvare le isole dal risucchio dell’oceano.
Lui ha scelto il silenzio, secondo la tradizione democristiana del “Si fa ma non si dice” (e al massimo, ci si pente, nel segreto del confessionale). Radice comune ha anche Schifani, con il carico da undici dell’origine siciliana, per cui muto fu.
Cominciamo, dunque, questo 2012, con le incongruenze vacanziere dei politici; non un esercizio inedito, giacché i più attenti fra noi ricorderanno che, giusto un anno fa, fummo “deliziati” dalle foto di Bertinotti & Lella in vacanza alle Bahamas, “sparate” da Alfonso Signorini nel programma Kalispera. Ma allora il fu premier, datore di lavoro di Alfonso, giurava e stragiurava che l’Italia era assolutamente impermeabile alla crisi che squassava il mondo globalizzato… Ci avrà creduto anche Bertinotti.

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Introduzione alla Thailandia secondo la filosofia dell' Admin del sito .

Thailandia Web ovvero tradurre la Thailandia in linguaggio telematico e fruibile da tutti. Questo e' stato il mio desiderio mentre cominciavo a realizzare tale progetto nel 2005  dopo essere stato per la prima volta in Thailandia. E' gia'! Perche' dove sta scritto che le cose belle debbano essere solo per  pochi? La Thailandia e' una delle poche cose belle che rimane ancora per molti. O meglio per i molti che l' hanno saputa scoprire e la sanno vivere con dolcezza e serenita' d'animo. Quasi una sorta di atteggiamento Buddhista.
Bocciata invece (almeno da parte mia e del resto dello staff di ThailandiaWeb )  quella gente che in Thailandia ci passa solamente ma senza viverla e capirla davvero e torna a casa dopo due settimane di vacanza per dire della Thailandia che e' un Paese di facili costumi e la gente non ha dignita'.
"Peccato" penso io "perche' voi in Thailandia ci siete passati ma solo dove vi hanno voluto fare andare tour operator, agenzie viaggio italiane e thailandesi e tutta quell'altra gente che organizza in Thailandia il giro turistico dei Farang ( degli stranieri) sempre e soltanto nei luoghi piu' commerciali". Va bene anche tutto cio', ovunque in Thailandia le vacanze sono belle ed i servizi di alta qualita' a prezzi molto convenienti ma quella delle prime due settimane non e' la vera Thailandia. La vera Thailandia e' dietro l' angolo, lungo i mercati di Bangkok, nei paesaggi al tramonto sulla costa di Phuket, sulle isole di Phi Phi Islands alla sera, nei sorrisi della gente semplice ed in tante altre cose che bisogna cercarle per trovarle. Ma basta poco, forse basta solo volerlo.  Io la Thailandia l'ho scoperta un po' tardi ma  da allora amore folle, tanto che un giorno ho lasciato tutto : lavoro , amici , famiglia e sono andato a vivere in Thailandia. Un Paese  la Thailandia in cui non si sente la nostalgia , neanche delle cose piu' belle. Questa sensazione di casa che si prova in Thailandia spero di poterla condividere sul mio portale dedicato a questo specialissimo Paese e nella Thailandia stessa , con un numero sempre maggiore di persone che come me sappiano apprezzare la gentilezza in tutti i suoi sorrisi e forme