Il racconto di un uomo che da 30 anni convive con una “fragile”
Il racconto di un uomo che da 30 anni convive con una “fragile”
Argomento : Thailandia oggi

18 Giugno 2008. Caro direttore,
credo che possa interessare al suo giornale e ai suoi lettori la conversazione che ho avuto due giorni fa con un conoscente, un espatriato residente a Bangkok da 30 anni, perfettamente integrato e con un’ottima padronanza della lingua locale. L’ho assalito con un sacco di domande sugli scenari poco incoraggianti che si intravedono per la Thailandia. Abbiamo avuto modo di parlare a lungo e mi ha confidato le sue preoccupazioni. Le fornisco una mia versione del nostro dialogo.
L’economia sta andando molto male. I prezzi sono aumentati; soprattutto quello della benzina (40% di aumento in pochi mesi) e dei generi alimentari, in particolare il riso, che in Thailandia è il pane quotidiano. Questi fatti generano un forte scontento, perché come in un processo a catena producono l’aumento di tutti gli altri servizi e la diminuzione del potere d’acquisto dei salari.
E poi la situazione politica. Per comprenderla bisognerebbe risalire al 1992, quando il paese fu colpito da una crisi politica che generò poi la gravissima crisi economica del 1996-97. Ma non ho le competenze per fare un trattato storico. Ci basta partire dal 2006, quando il paese era una “dittatura parlamentare” guidata da Thaksin Shinawatra, un uomo dalle ricchezze smisurate, che è anche l’attuale proprietario della squadra di calcio inglese del Manchester City.
Nel settembre del 2006 un colpo di Stato incruento ha portato i militari al potere. Una dittatura militare “dolce”, con ragioni quasi umanitarie: «Hanno colpito un uomo corrotto che aveva fatto del paese il suo terreno di raccolta».
I militari hanno da subito promesso nuove elezioni, ma nel frattempo hanno riscritto la Costituzione e attuato una serie di iniziative che avrebbero dovuto dare una svolta al paese. Poi finalmente le elezioni: nel dicembre 2007 è stata ripristinata la democrazia. Ma il risultato è stato diverso dalle aspettative dei militari e delle forze politiche “nascoste” che li hanno sostenuti. In pratica, nel dopo elezioni abbiamo un parlamento simile a quello del precedente premier Taksin, che ufficialmente ha abbandonato l’arena politica per curarsi solo dei propri affari e per godersi il calcio. Vero o falso che sia, tutti lo indicano come l’eminenza grigia del nuovo premier Samak Sundaravej.
Nello scenario odierno, le forze e i personaggi che nel 2006 favorirono l’attuazione e l’accettazione, a Bangkok, del colpo di Stato, si sono rimessi in moto. In particolare cinque personaggi pubblici (un ex generale, un artista e tre politicanti-imprenditori con alterne fortune) hanno dato vita ad un nuovo cartello politico, il PDA (People Alliance for Democracy) e da varie settimane organizzano manifestazioni e dimostrazioni che trovano sempre molta accoglienza nei media. Inoltre dal 25 maggio, il PDA ha occupato una strada con occasionali blocchi del traffico. Naturalmente il tema è monocorde: contro il governo e contro i suoi amici.
In questi ultimi mesi la risposta popolare alle provocazioni politiche del PDA non sono unidirezionali, nemmeno a Bangkok, che per la Thailandia di oggi è come la Roma dell’antico impero. A Bangkok si fa il paese, ma se da una parte la sua intellighenzia non ama questo governo, d’altra parte anche l’intellighenzia vorrebbe quella stabilità che permette il fiorire della vita economica. Gli investimenti stranieri, dal tempo di Taksin, hanno abbandonato e stanno sempre più abbandonando il paese. Pare che solo il turismo continui a sostenere l’ingresso cospicuo di valuta straniera.
Il PDA continua a richiamare qualche migliaio di sostenitori in piazza, ma la maggior parte della popolazione si sta chiedendo quali sono i suoi obiettivi non dichiarati e dove vuole veramente arrivare, anche perché i personaggi che guidano questa protesta non rappresentano esattamente un modello di santità. Sembra ormai più folklore che proposta politica seria.
In questa situazione, quali sono gli scenari possibili? Si parla molto di un nuovo possibile colpo di Stato, che nella storia della monarchia costituzionale thailandese (dal 1932 ad oggi) è quasi più frequente delle piogge monsoniche. Si paventa, nessuno sa se ci sarà, ma i più pensano che oggi non ci siano le condizioni per una ripetizione dell’esercizio, perché avrebbe troppe controindicazioni nazionali e internazionali. Una minestra riscaldata che è stata messa da parte appena pochi mesi fa.
Un’altra ipotesi è quella di un referendum popolare per introdurre una nuova Costituzione. Era uno degli obiettivi iniziali di questo governo, cioè revocare una Costituzione scritta nel tempo della dittatura militare dello scorso anno e ripresentare al voto popolare i cambiamenti proposti dal governo. Ma è apparso a tutti un espediente troppo teso a salvare gli interessi di Taksin e dei suoi amici in difficoltà con la magistratura, per cui proprio in questi giorni questa strada è stata abbandonata. Il governo ha cambiato strategia. Ora punta a un cambiamento più morbido della Costituzione, con una maggioranza parlamentare dalle larghe intese che coinvolga l’opposizione. Potrebbe funzionare.
Una soluzione potrebbe essere quella di arrivare a nuove elezioni. Ma non è così facile. Molti pensano infatti che questo governo non durerà, perché non sta dando prove convincenti. Difficilmente però l’alternativa sarà rappresentata da nuove elezioni, perché molto probabilmente i risultati elettorali sarebbero confermati. Quindi è più probabile un rimpasto o un cambio di premier.
Infine il ruolo della monarchia. La monarchia non ha una storia totalmente limpida nelle vicende thailandesi, ma le sue magagne - vere o presunte tali - si possono raccontare solo molto sottovoce ed al buio. C’è una legge di lesa maestà che è ferocemente applicata ad ogni minima violazione. Nonostante questo la monarchia ha l’indiscutibile merito di aver preservato l’unità del paese e di essere oggi un simbolo d’identità nazionale.
Ma fino a quando sarà così? Ogni cittadino thailandese si fa delle domande sul futuro prossimo di questa istituzione. Il re ha compiuto 80 anni ed ha regnato per oltre 60 anni. Ci sono molti e diversi scenari per la sua non facile e complessa successione, e ognuno di essi avrà un diverso impatto sulla vita della nazione. Quale sia la mossa giusta, nessuno riesce ad immaginarlo. Sì, ho detto immaginarlo, perche non se ne può parlare…
La Thailandia, in altre parole, è oggi una grande scacchiera, sulla quale si sta giocando una complessa e violenta partita per il potere. Molti i giocatori, molti gli interessi, poche le certezze. Tra le quali la più drammatica è che in questa lotta chi è destinato a soffrire di più, come sempre, è la popolazione di reddito medio/basso, che vede minacciosamente aumentare il costo della vita.
Di Riccardo Faviero
Thailandia : la potente casta degli indovini
Argomento : Thailandia oggi

11 Aprile 2008 . Nel Sud est asiatico, e in Asia più in generale, la figura dell’indovino ha sempre ricoperto un ruolo importante in tutti i settori della società, a partire dall’elite di potere fino ad arrivare agli strati più poveri della popolazione.
Consultati da capi di governo, leader politici, businessmen i loro responsi sono sempre sotto i riflettori dei mass media e oggetto di accesi dibattiti, soprattutto quando sullo stesso argomento le profezie degli indovini sono del tutto discordanti tra loro.
Recentemente, ad esempio, in Thailandia sta facendo molto discutere la predizione del rinomato Warin Buawiratlert, l’indovino prediletto del CNS - Consiglio di Sicurezza Nazionale, la giunta al potere dopo il golpe del 2006 e disciolto nel Febbraio scorso dopo la formazione del nuovo governo conseguente alle elezioni del Dicembre 2007 vinte dal PPP, il partito vicino all’ex premier Shinawatra deposto dal golpe - che pochi giorni fa ha celebrato un rito per “riportare la pace nel Paese” a cui hanno partecipato ex membri del CNS, la moglie del leader golpista Sonthi Boonyaratkalin, un ex capo della Polizia, un membro della Commissione Elettorale e 25 monaci.
L’indovino Warin aveva infatti predetto, nei giorni precedenti alla cerimonia, un evento paragonabile ad un colpo di stato militare causato dal caos politico che scoppierà tra la fine di Aprile e Maggio e che comporterà lo scioglimento del Parlamento, la caduta del governo in carica, conseguenti spargimenti di sangue e la nomina a primo ministro dell’attuale Capo delle Forze Armate, il generale Anupong, se quest’ultimo però acquisterà più meriti secondo i canoni della religione buddista.
E a conferma di ciò, l’indovino aveva aggiunto che il premier in carica Samak Sundaravej e il generale Anupong erano stati molto vicini in una vita precedente in quanto avevano lavorato entrambi a palazzo reale durante il regno del Re Rama V, l’uno come alto funzionario e il secondo come ufficiale militare presso il re. Ed è per questo che, secondo l’indovino, nella vita attuale entrambi hanno avuto successo.
Lo so, sono cose incomprensibili per noi occidentali. Ma in quell’emisfero assolutamente no, tutt’altro. La superstizione e la ricerca di buoni auspici spopolano, si fa ad esempio estremamente attenzione al numero legato al particolare giorno della settimana sia nel mondo economico che in quello politico, ma così avviene anche nella quotidianità del cittadino comune.
Ogni giorno ha poi un suo colore collegato. Il Re Bhumibol, per esempio, è nato di lunedì e il colore associato è il giallo. Ed essendo amatissimo e venerato come una divinità, tutti in Thailandia possiedono una polo gialla con lo stemma reale. Nel novembre scorso poi il Re era stato ricoverato in ospedale per molti giorni e, dopo che per tutto il periodo della sua degenza attorno all’ospedale si era formato un accampamento di migliaia di persone che notte e giorno pregavano per il re, al momento della sua uscita dall’ospedale si era presentato alla folla e ai media con una sgargiante giacca rosa. Ebbene, in tutto il Paese nel giro di poche ore migliaia di t-shirt e polo rosa sono state prodotte e sono poi andate a ruba nei negozi di abbigliamento e nei mercati. E la cosa è andata avanti per giorni e giorni. Tutto ciò è nato per il buon auspicio derivato dalla ritrovata buona salute del venerato Re legata a quel colore.
Comunque, gli indovini molto spesso sbagliano completamente le loro profezie e proprio il premier Samak, nel suo programma televisivo settimanale - altra cosa tipica da quelle parti per qualsiasi premier in carica - ha attaccato duramente l’indovino Warin, ricordandogli che avrebbe dovuto vergognarsi per la solenne cantonata della previsione sbagliata sulla vittoria del Partito Democratico alle elezioni del Dicembre scorso e sulla conseguente nomina a premier del suo leader Abhisit Vejjajiva.
E anche l’ex premier Shinawatra, tornato in patria dall’esilio, è intervenuto nel dibattito esortando i thailandesi a non credere alla predizione sul bagno di sangue del prossimo Maggio.
Inoltre un altro indovino molto conosciuto, Luck Lekhanethet, tempo fa aveva affermato che l’attuale Costituzione voluta dalla giunta golpista e votata in un referendum lo scorso Agosto, era stata disegnata in un brutto periodo dal punto di vista astrologico, e che quindi ogni emendamento - al centro del dibattito politico in questi giorni, a partire dal riconoscimento della Thailandia come Stato Buddista - dovrebbe essere fatto prima del prossimo Agosto. Aggiungendo poi che coloro che vogliono emendare la Costituzione dovrebbero far sventolare una bandiera gialla in casa e metterne una anche sulla propria auto.
Qui in Italia siamo lontani anni luce da tutto ciò, anche se esiste comunque un certo grado di superstizione, ma visto che i sondaggi elettorali adesso non si possono più pubblicare e che spesso però in passato si erano rivelati errati, chissà cosa prevede il Mago Otelma sulle prossime elezioni e sulla recessione economica in vista…
di Enrico Sabatino
Thailandia. 54 immigrati birmani trovati morti in un container
Argomento : Succede in Thailandia

10 Aprile 2008. Ennesima tragedia della disperazione nel travagliato territorio tra Birmania e Thailandia e più precisamente nella provincia di Ramong, con la morte di 54 cittadini birmani morti soffocati nel tentativo di raggiungere una prospettiva di vita migliore a Phuket, nota località turistica tailandese.
Oltre a loro sono stati recuperati 67 sopravvissuti, dei quali 21 sono stati ricoverati in ospedale, per un totale di 121 persone ammassate dai trafficanti di uomini nei 12 metri quadrati offerti da un furgone adibito al trasporto del pesce. Il costo del viaggio della disperazione era del corrispettivo di 160 dollari, una vera e propria fortuna per un birmano.
Le testimonianze dei sopravvissuti hanno permesso alla polizia di ricostruite i fatti e agli inquirenti di spiegare che i clandestini, per lo più donne, sono rimasti chiusi per ore ed ore all'interno del container, con l'aria che andava diminuendo al passare dei minuti.
Stando alla testimonianza del trentenne Saw Win, si apprende che le 121 persone stipate all’interno del veicolo, ad un certo punto del tragitto, quando l’aria è diventata oramai irrespirabile, hanno cercato di avvertire l’autista del mezzo del pericolo, battendo con forza sulle pareti interne del vano di trasporto del mezzo ed urlando a squarciagola.
I richiami dei disperati sembravano aver sortito l’effetto sperato, con l’autista pronto ad accendere l’aria condizionata, salvo poi spegnerla poco dopo, gettando nella disperazione i passeggeri, che dopo pochi minuti hanno cessato ogni rimostranza, provocando così la curiosità dell’autista che aprendo il portello del container ha fatto la macabra scoperta, decidendo subito dopo di fuggire. Ora la polizia è sulle sue tracce ed ha già arrestato il proprietario del mezzo, che però ha dichiarato di essere allo scuro dei traffici di uomini che si compivano con il mezzo di sua proprietà. La notizia della morte degli immigrati birmani fa da tragica cornice alla decisione del regime del “Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo”, al potere in Birmania, che ha annunciato che il prossimo 10 Maggio si terrà il referendum sulla Costituzione che dovrebbe fare da apripista alle elezioni in programma per il 2010, ufficialmente una sorta di “roadmap” verso la democrazia. Già è stata resa nota una “bozza” di Costituzione, che, come prevedibile, ha ribadito la supremazia della giunta al potere.
La notizia è stata accolta con grande diffidenza dall’opposizione al regime guidata dal premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, imprigionata nel 1990 all’epoca delle ultime elezioni avvenute nel paese, elezioni dalle quali uscì vincitrice la stessa Suu Kyi e la sua “Lega Nazionale per la Democrazia” (NLD); vittoria che non venne riconosciuta dal regime, che reagì con arresti e violenze.
Violenze che hanno raggiunto una fase di forte crescita, anche mediatica, nel settembre 2007, periodo nel quale sono scoppiate nuove proteste di piazza guidate dai monaci buddisti, proteste per la democrazia sfociate poi in violente repressioni.
Per affrontare l’emergenza birmana è stato delegato, da parete dell’Ue, Piero Fassino, in veste di inviato speciale dell'Alto rappresentante Ue per la Politica estera per la Birmania, che recentemente ha ribadito la sua preoccupazione per il “mancato accoglimento delle proposte dell'inviato dell'Onu da parte delle autorità di Myanmar”, aggiungendo che il referendum di maggio dovrà passare per “irrinunciabili garanzie democratiche che assicurino uno svolgimento ‘free and fair’” della consultazione, garanzie tra le quali il rilascio dei tanti prigionieri politici, tra i quali Suu Kyi.
Richiesta rifiutata dalla giunta, che per voce del ministro dell’Informazione ha fatto sapere che in Birmania non ci sono affatto prigionieri politici, e che se Suu Kyi si trova agli arresti domiciliari è perché ha tentato di destabilizzare il paese.
Non le migliori garanzie per una transizione verso una democrazia che appare ancora una mera utopia e che riverbera della disperazione delle migliaia di uomini e donne che cercano una nuova possibilità in Thailandia.
Da Agenzia Radicale
Thailandiaweb.com e' il portale turistico sulla Thailandia e su tutte le localita' thailandesi : Bangkok, Phuket, Koh Samui, Pattaya, Chiang Mai
Introduzione alla Thailandia secondo la filosofia dell' Admin del sito . Thailandia Web ovvero tradurre la Thailandia in linguaggio telematico e fruibile da tutti. Questo e' stato il mio desiderio mentre cominciavo a realizzare tale progetto nel 2005 dopo essere stato per la prima volta in Thailandia. E' gia'! Perche' dove sta scritto che le cose belle debbano essere solo per pochi? La Thailandia e' una delle poche cose belle che rimane ancora per molti. O meglio per i molti che l' hanno saputa scoprire e la sanno vivere con dolcezza e serenita' d'animo. Quasi una sorta di atteggiamento Buddhista.
Bocciata invece (almeno da parte mia e del resto dello staff di ThailandiaWeb ) quella gente che in Thailandia ci passa solamente ma senza viverla e capirla davvero e torna a casa dopo due settimane di vacanza per dire della Thailandia che e' un Paese di facili costumi e la gente non ha dignita'.
"Peccato" penso io "perche' voi in Thailandia ci siete passati ma solo dove vi hanno voluto fare andare tour operator, agenzie viaggio italiane e thailandesi e tutta quell'altra gente che organizza in Thailandia il giro turistico dei Farang ( degli stranieri) sempre e soltanto nei luoghi piu' commerciali". Va bene anche tutto cio', ovunque in Thailandia le vacanze sono belle ed i servizi di alta qualita' a prezzi molto convenienti ma quella delle prime due settimane non e' la vera Thailandia. La vera Thailandia e' dietro l' angolo, lungo i mercati di Bangkok, nei paesaggi al tramonto sulla costa di Phuket, sulle isole di Phi Phi Islands alla sera, nei sorrisi della gente semplice ed in tante altre cose che bisogna cercarle per trovarle. Ma basta poco, forse basta solo volerlo. Io la Thailandia l'ho scoperta un po' tardi ma da allora amore folle, tanto che un giorno ho lasciato tutto : lavoro , amici , famiglia e sono andato a vivere in Thailandia. Un Paese la Thailandia in cui non si sente la nostalgia , neanche delle cose piu' belle. Questa sensazione di casa che si prova in Thailandia spero di poterla condividere sul mio portale dedicato a questo specialissimo Paese e nella Thailandia stessa , con un numero sempre maggiore di persone che come me sappiano apprezzare la gentilezza in tutti i suoi sorrisi e forme .